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Il personaggio che respira... con l'AI

Immagine creata con Nano Banana Pro
Immagine creata con Nano Banana Pro

Quando il personaggio è solo un nome

Hai mai letto una storia in cui i personaggi sembrano inespressivi e scontati? Si muovono sulla scena, dicono le battute giuste, ma non sono vivi, sono proprio di carta. Semplicemente funzionali alla trama e totalmente inespressivi.

Certamente non è facile dare vita a personaggi tridimensionali percepiti dal lettore come reali, complessi, contraddittori.

Un personaggio piatto presenta una sola caratteristica dominante: è "il coraggioso", "la cinica", "il timido". Reagisce sempre allo stesso modo, è prevedibile, non sorprende mai il lettore. Esempio di personaggio piatto: "Marco era un detective coraggioso. Non aveva paura di nulla. Quando vide il criminale, si lanciò al suo inseguimento senza esitare." 

Marco è qui è una funzione, non una persona. Il lettore non può relazionarsi con lui perché non ha profondità, dubbi, contraddizioni.

Le tre dimensioni del personaggio

La narratologia classica identifica tre dimensioni che rendono un personaggio credibile e memorabile.

 

Dimensione fisica

Non si tratta solo di aspetto esteriore (altezza, colore degli occhi), ma di come il personaggio abita il proprio corpo:

• Come si muove nello spazio?

• Ha gesti ricorrenti? Tic nervosi?

• Come usa la voce? (volume, ritmo, pause)

• Quale rapporto ha con il proprio corpo? Un personaggio che si morde sempre il labbro, quando è nervoso, comunica qualcosa. Uno che occupa aggressivamente lo spazio fisico ci racconta di sé.

 

Dimensione psicologica

Qui entriamo nel territorio più complesso e affascinante: il mondo interiore del personaggio. Non basta sapere cosa fa, bisogna comprendere perché lo fa, di cosa ha timore, da quali contraddizioni è caratterizzato. È questa profondità psicologica che trasforma il personaggio da semplice funzione narrativa a una persona con cui il lettore è in grado di identificarsi. Poniamoci alcune domande per verificare di avere costruito in maniera efficace la dimensione psicologica:

• Quali sono i suoi desideri profondi (non solo obiettivi di superficie)?

• Quali paure lo bloccano?

• In quali contraddizioni si trova immerso?

• Come si vede? Come vuole essere visto?

• Quale evento del passato ha dato forma alla sua visione del mondo?

I personaggi memorabili hanno sempre un conflitto interno, non solo esterno. Il detective non combatte solo il criminale, combatte anche i propri demoni.

 

Dimensione sociale

In questo caso è fondamentale verificare come si relaziona con gli altri e in generale con il mondo:

• Quale ruolo ha nella comunità? (famiglia, lavoro, amicizie)

• Come parla con persone diverse? (usa registri linguistici differenti?)

• Quali sono i suoi valori dichiarati? E quelli effettivi?

• Come viene percepito dagli altri?

Un personaggio interagisce sempre con qualcuno e queste sue relazioni lo definiscono tanto quanto i suoi pensieri.

 

Vediamo ora la versione migliorata di Marco: "Marco aveva la reputazione di essere il detective più coraggioso del distretto. Nessuno sapeva che ogni mattina, prima di uscire, controllava tre volte la serratura di casa. Quando vide il criminale scappare, sentì il battito accelerare, la bocca asciugarsi. Si lanciò all’inseguimento, comunque, non perché non avesse paura, ma perché non poteva permettersi di sembrare debole. Non di nuovo…"

 

L'intelligenza artificiale per costruire i nostri personaggi

Come possiamo usare l’AI in modo strategico? Partiamo dall’approccio, pensiamo all’AI come a un collega scrittore con il quale facciamo brainstorming e ci confrontiamo. L’AI in questo modo diventa uno strumento di scoperta e non di creazione automatica. Siamo noi che conosciamo il personaggio meglio dell’AI! Esaminiamo ora tre prompt di esempio che ci consentono di usare l’AI in modo efficace per effettuare una verifica del nostro personaggio.

 

Prompt 1: Intervista il tuo personaggio

Sei [nome personaggio], protagonista di [breve descrizione storia].

Ti farò alcune domande in prima persona e tu risponderai come se fossi davvero questo personaggio, con la sua voce, il suo modo di pensare, le sue contraddizioni.

Domande:

1. Cosa ti spaventa davvero, anche se non lo ammetti con nessuno?

2. Qual è il momento della tua vita che vorresti poter riscrivere?

3. Come vuoi che gli altri ti vedano? Come ti vedono davvero?

4. Cosa faresti se nessuno potesse giudicarti?

Questo prompt può generare delle risposte che possono rivelare aspetti del personaggio che non avevi mai considerato.

Prompt 2: Genera il backstory

Il mio personaggio è [nome e descrizione breve].

Nel presente della storia ha queste caratteristiche: [elenca tratti principali].

Genera 3 possibili eventi del passato (infanzia, adolescenza, età adulta) che potrebbero spiegare perché è diventato così.

Per ogni evento, spiega quale credenza o paura ha sviluppato.

L'AI può suggerire connessioni tra presente e passato che arricchiscono la sua profondità psicologica.

Prompt 3: Testa la coerenza del personaggio

Ho scritto queste tre scene con il personaggio [nome]: [incolla scene diverse].

Analizza: il personaggio si comporta in modo coerente nelle tre scene? Dove ci sono contraddizioni non motivate? Dove invece le contraddizioni sono interessanti perché rivelano complessità? L'AI può funzionare come un lettore esterno che identifica incongruenze caratteriali.

 

Infine ti propongo un esercizio pratico:

Fase 1 - Scegli un personaggio della tua storia (o inventane uno ora)

Fase 2 - Compila questa scheda base:

• Nome e età

• Obiettivo nella storia

• Motivazione profonda

• Una paura che non ammette

• Un segreto che nessuno sa

• Come parla? (formale/informale, veloce/lento, ironico/serio)

Fase 3: Usa il Prompt 1 (Intervista) per far parlare il personaggio in prima persona

Fase 4: Leggi le risposte. Ti sorprendono? Rivelano aspetti nuovi? Ora riscrivi una scena della tua storia includendo uno di questi elementi emersi.

Fase 5: Confronta le due versioni (prima e dopo). Il personaggio è più vivo?

 

In conclusione creare personaggi credibili è un lavoro che richiede attenzione e una riflessione continua.

Non si tratta di decidere arbitrariamente "questo personaggio è coraggioso", ma di scoprire perché ha bisogno di sembrare coraggioso, cosa nasconde dietro quella facciata, quali paure lo perseguitano.

L'intelligenza artificiale può essere un prezioso alleato in questo processo di scoperta, pone domande che non ti saresti fatto, suggerisce connessioni inaspettate, ti aiuta a vedere il personaggio da nuove angolazioni.